colecistectomia per via laparoscopica
Visualizza il video:Colecistectomia Laparoscopica 1
Visualizza il video:Colecistectomia Laparoscopica 2
laparoscopia diagnostica
appendicectomia per via laparoscopica
lisi di aderenze per via laparoscopica
DOMANDE FREQUENTI
Domanda: Che cosa è la Calcolosi Biliare (CB o della colecisti/cistifellea o colelitiasi)?
Risposta: La Calcolosi Biliare (CB) consiste nella formazione – quasi sempre nella colecisti o cistifellea – di una o più concrezioni solide. Nel caso di più concrezioni solide, queste, spesso piccole, tendono a migrare nella via biliare principale (coledoco) ed a causare una intensa e caratteristica sintomatologia dolorosa (“colica”), talvolta ittero (colore giallastro di cute e mucose, urine ipercromiche (scure come il vino “Marsala”), feci ipoliche (chiare, cretacee), talvolta febbre con brivido (in caso di angiocolite), pancreatite (a causa del possibile interessamento del pancreas, il cui dotto escretore principale o dotto di Wirsung confluisce con il coledoco in corrispondenza della papilla di Vater). Se piccoli calcoli si impattano nella papilla di Vater o più sopra, si deve procedere alla rimozione degli stessi in corso di una procedura operativa endoscopica trans-orale definita “Colangio-Pancreatografia-Retrograda-Endoscopica (CPRE). In caso di uno o più voluminosi calcoli questi, non migrando, spesso non causano coliche ma, mediante un meccanismo “a valvola” (che consente l’ingresso di bile nella colecisti ma non il suo deflusso) determinano “distensione” della cistifellea con idrope od (in caso di infezione) empiema (con accumulo di pus) a carico della cistifellea.
Domanda: La CB con quale frequenza colpisce la popolazione generale? Inoltre, è sempre “sintomatica”?
Risposta: Diversi studi epidemiologici condotti, poco dopo l’introduzione della diagnostica mediante ultrasuoni (ecografia), tra la fine degli anni ’80 ed i primi anni ’90 (studi Sirmione e Micol in Italia – quest’ultimo effettuato su quasi 30 mila individui – e lo studio di Jørgensen in Danimarca) hanno evidenziato che la prevalenza di CB nelle popolazioni Occidentali adulte è compresa tra il 10% ed il 15%. Più colpite sono le donne, specie dopo gravidanze multiple, e gli Anglosassoni parlano, infatti, delle “5 F” come fattori di rischio principali: Female (femmina), Fertile (fertile), Forty (>40 anni), Fatty (in sovrappeso), Fair (specie negli USA, le od i soggetti Caucasiche/i sono più colpite/i di quelle/i di origine Africana). Per quanto riguarda la parità (numero di gravidanze) uno studio da me condotto nel 1990 a Dublino (Irlanda), valutò l’incidenza della calcolosi biliare in 512 donne gravide e la correlò con altri fattori di rischio (1-3).
In Italia sarebbero affetti da CB (“sintomatica” od “asintomatica”) più di 6 milioni di individui. Di questo 10-15% della popolazione, tuttavia, ben 2/3 o più del 60% (circa 4 milioni) è del tutto “asintomatico”, ossia non sa di avere tale patologia. Solo il 30% circa è, invece “sintomatico”, ossia ha avuto almeno un episodio di dolore a tipo colica, febbre con brivido, ittero.

1.Basso L, Mc Collum PT, Darling MRN, Tanner WA. “Utility of real time ultrasound assessment of gallbladder in pregnant women”. American Journal of Gastroenterology, 1991; 86 (7): 928.
2.Basso L, Mc Collum PT, Darling MRN, Tocchi A, Tanner WA. “A study of cholelithiasis during pregnancy and its relationship with age, parity, menarche, breast feeding, dysmenorrhea, oral contraception, and a maternal history of cholelithiasis”. Surgery, Gynecology & Obstetrics, 1992: 175: 41 46.
3.Basso L, McCollum PT, Darling MRN, Tocchi A, Tanner WA. “A descriptive study of pregnant women with gallstones. Relation to dietary and social habits, education, physical activity, height and weight”. European Journal of Epidemiology, 1992; 8: 629 33.
Domanda: I pazienti con CB vanno sempre operati?
Risposta: In caso di CB “sintomatica” vi è indicazione all’intervento, a causa del rischio, in tali casi, di complicanze anche gravi, quali pancreatite, empiema od idrope della colecisti, etc.
Domanda: I pazienti con CB “asintomatica” vanno operati?
Risposta: Molti soggetti scoprono “accidentalmente” di essere portatori di CB (cosidetti “incidentalomi”). Si tratta di pazienti che, affetti da vaga sintomatologia addominale, spesso sono stati sottoposti ad esofago-gastro-duodenoscopia, colonscopia ed ecografia del fegato e delle vie biliari, scoprendo in tal modo, casualmente, di essere portatori di CB, pur essendo la sintomatologia addominale dalla quale essi sono affetti da ascrivere a condizioni non bilio-pancreatiche (ad esempio: gastro-duodenite, ulcera peptica, colon irritabile, etc.). In questi casi, la “scoperta” di essere portatori di CB spesso turba il paziente e lo induce a contattare il chirurgo. Il paziente dovrà essere edotto dei possibili rischi e complicanze dell’intervento di colecistectomia, delle probabilità che la CB da “asintomatica” diventi “sintomatica”. In ogni caso, se il paziente, una volta informato, resta seriamente intenzionato ad essere operato, egli, nella maggioranza dei casi, potrà essere assecondato.
Domanda: Qual’è allo stato attuale il migliore trattamento della CB?
Risposta: Attualmente il modo migliore è rappresentato dalla colecistectomia per via laparoscopica o video-laparo-assistita (VLA).
Domanda: In cosa consiste la colecistectomia per via laparoscopica?
Risposta: Dopo aver eseguito una incisione, in prossimità dell’ombelico, di circa 10 mm e dopo avere introdotto in tale incisione una cannula (cannula di Hasson), si instilla il pneumoperitoneo mediante CO2 (anidride carbonica). Si procede quindi all’inserimento nell’addome chiuso di (generalmente) altre 3 cannule (“trocars”, uno da 10 mm e due da 5 mm). Mediante le quattro cannule in tal modo introdotte è possible sia “vedere” all’interno della cavità addominale (mediante ottica da 0° o da 30°), sia operare. In alcuni casi è utile detendere e svuotare la colecisti mediante un lungo ago (tipo quelli da anestesia spinale) introdotto per via percutanea, sotto il controllo visivo. Si riconosce il triangolo di Calot (compreso tra margine inferiore del fegato, dotto cistico e via biliare principale, e si procede alla sezione tra clips del dotto cistico e dell’arteria cistica. Si completa, quindi, il distacco della cistifellea (contenente i calcoli) dal fegato, ed alla sua estrazione al di fuori della cavità addominale. In alcuni casi, tuttavia, in presenza di particolari situazioni anatomo-cliniche o per difficoltà tecniche, è necessario ricorrere alla cosidetta “conversione” dell’intervento a cielo aperto (che comporta l’apertura dell’addome o laparotomia). Il paziente va accuratamente informato in tal senso.
Domanda: L’intervento di colecistectomia per via laparoscopica è privo di complicanze?
Risposta: No, non esiste alcun atto chirurgico degno di questo nome e, quindi, invasivo privo di complicanze. Tra le complicanze (rare, alcune eccezionali, ma tutte possibili) occorre citare: emorragia, danno alla via biliare, infezione, erniazione viscerale dai siti di introduzione dei trocars, enfisema sottocutaneo, etc.
Domanda: Dopo l’intervento per via laparoscopica è presente dolore?
Risposta: No, la pressochè assoluta mancanza di dolore rappresenta uno dei maggiori vantaggi rispetto all’intervento tradizionale. In genere il paziente può mangiare ed andare a casa dopo sole 24-48 ore dall’intervento.