Malattia Emorroidaria: Intervento THD

La “Dearterializzazione Emorroidaria Doppler Guidata” o “metodo THD” (da Transanal Haemorrhoidal Dearterialization) consiste nel ridurre l’iperafflusso arterioso tipico della malattia emorroidaria legando (sotto la guida di un anoscopio operatore munito di sonda Doppler) i 6 principali rami arteriosi presenti a livello anale (rami terminali dell’arteria emorroidaria superiore, presenti alle ore “dispari” dell’orologio se visti in posizione ginecologica, litotomica o di Lloyd-Davies: 1, 3, 5, 7, 9, 11) e può anche correggere l’eventuale prolasso, riposizionando mediante plicatura od “emorroidopessi” la mucosa anorettale nella sua sede naturale. Il tutto viene eseguito, a differenza della tecnica “secondo Longo”, mediante l’impiego di punti di sutura che vengono completamente riassorbiti in circa 70 giorni (Vicryl® o polyglactin 910 di dimensioni 2/0, montato su 6 diversi aghi 5/8, uno per ogni peduncolo arterioso). L’intervento viene effettuato in una zona priva di terminazioni nervose ed, in questo modo, si riduce notevolmente la sintomatologia dolorosa. Questa potrà, tuttavia, essere presente in caso di tecnica THD eseguita su pazienti con prolasso mucoso importante ed emorroidopessi, di conseguenza, anche essa rilevante. La tecnica THD non è del tutto esente da complicanze. Infatti, non esiste tecnica chirurgica degna di questo nome e, quindi, per definizione “invasiva”, che sia del tutto esente da possibili complicanze. Un corretto dialogo chirurgo-paziente (prima e dopo l’intervento) ed una corretta informazione sono parte fondamentale ed imprescindibile di un sano rapporto professionale. Tra le complicanze (eccezionali ma possibili) e/o eventi indesiderati, dopo intervento THD vanno citati: emorragia post-operatoria, dolore, tenesmo, infezione, trombosi, recidiva. Il raro dolore post-operatorio, il tenesmo e la trombosi sono, in ogni caso, tutte completamente reversibili nel giro di pochi giorni.

Esempi di malattia emorroidaria con prolasso, prima e dopo dearterializzazione THD ed emorroidopessi.
PRIMA DOPO
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La “Dearterializzazione Emorroidaria Doppler Guidata” o “metodo THD” (da Transanal Haemorrhoidal Dearterialization) consiste nel ridurre l’iperafflusso arterioso tipico della malattia emorroidaria legando (sotto la guida di un anoscopio operatore munito di sonda Doppler) i 6 principali rami arteriosi presenti a livello anale (rami terminali dell’arteria emorroidaria superiore, presenti alle ore “dispari” dell’orologio se visti in posizione ginecologica, litotomica o di Lloyd-Davies: 1, 3, 5, 7, 9, 11) e può anche correggere l’eventuale prolasso, riposizionando mediante plicatura od “emorroidopessi” la mucosa anorettale nella sua sede naturale. Il tutto viene eseguito, a differenza della tecnica “secondo Longo”, mediante l’impiego di punti di sutura che vengono completamente riassorbiti in circa 70 giorni (Vicryl® o polyglactin 910 di dimensioni 2/0, montato su 6 diversi aghi 5/8, uno per ogni peduncolo arterioso). L’intervento viene effettuato in una zona priva di terminazioni nervose ed, in questo modo, si riduce notevolmente la sintomatologia dolorosa. Questa potrà, tuttavia, essere presente in caso di tecnica THD eseguita su pazienti con prolasso mucoso importante ed emorroidopessi, di conseguenza, anche essa rilevante. La tecnica THD non è del tutto esente da complicanze. Infatti, non esiste tecnica chirurgica degna di questo nome e, quindi, per definizione “invasiva”, che sia del tutto esente da possibili complicanze. Un corretto dialogo chirurgo-paziente (prima e dopo l’intervento) ed una corretta informazione sono parte fondamentale ed imprescindibile di un sano rapporto professionale. Tra le complicanze (eccezionali ma possibili) e/o eventi indesiderati, dopo intervento THD vanno citati: emorragia post-operatoria, dolore, tenesmo, infezione, trombosi, recidiva. Il raro dolore post-operatorio, il tenesmo e la trombosi sono, in ogni caso, tutte completamente reversibili nel giro di pochi giorni.

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Esempi di malattia emorroidaria con prolasso, prima e dopo dearterializzazione THD ed emorroidopessi.
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