Cancro del colon, retto e sigma

Il cancro del colon, retto e sigma è la seconda neoplasia maligna più comune nei Paesi Occidentali: negli USA ogni anno colpisce 140.000 persone e causa 60.000 morti. Più del 90% dei pazienti è al di sopra dei 40 anni, e successivamente il rischio raddoppia ogni 10 anni. Oltre all’età, altri fattori di rischio importanti sono: 1. storia familiare di cancro o polipi colorettali, e 2. storia personale di colite ulcerosa, polipi a carico del colon, e di neoplasie maligne a carico di altri organi (ad es.: mammella ed utero). In caso di cancro colo rettale giovanile, insorto prima dei 40 anni, può sorgere il sospetto che si tratti di “Hereditary Non Polyposis Colorectal Cancer” (HNPCC o sindrome di Lynch, in onore di Henry T. Lynch, professore di Medicina alla Creighton University di Omaha, Nebraska, USA, il quale per primo descrisse la condizione nel 1966), di cui esistono due varianti e che è una condizione altamente ereditaria. La trasmissione, infatti, è genetica, autosomica dominante, ed oltre al colon, vi è un elevato rischio di neoplasia maligna a carico di endometrio, ovaie, stomaco, intestino tenue, vie biliari, apparato urinario superiore, encefalo, cute. Si ritiene generalmente che quasi tutti gli adenocarcinomi del colon, retto e sigma originino da polipi benigni che, sessili o peduncolati, colpiscono la parete intestinale e vengono distinti, a seconda della severità della displasia, in più sottotipi (displasia lieve, moderata e severa). I polipi possono accrescersi e cancerizzarsi: per tale motivo, è imperativo rimuovere i polipi ogni volta che vengano riconosciuti (in corso di colonscopia, colonscopia virtuale, retto sigmoidoscopia, Rx clisma opaco, etc.). I sintomi più comuni del cancro colorettale sono: sanguinamento (con rettorragia franca od anemizzazione subdola, a seconda che la lesione colpisca il colon distale od il prossimale), ed alterazioni dell’alvo. Poiché tali sintomi sono comuni a diverse patologie, è necessario investigarli accuratamente, qualora essi si presentino. Dolore addominale e perdita di peso sono, in genere, sintomi tardivi, che indicano malattia avanzata. Purtroppo, molti polipi e tumori restano a lungo asintomatici, fino a quando non si sono accresciuti notevolmente. Pertanto è importante eseguire, a partire dai 50 anni (40 anni in caso di genitore e/o fratello/sorella affetto da cancro o polipo colorettale), uno o più tests di screening, diagnosi e stadiazione di tumore colorettale. Tra questi: esplorazione digitale rettale, ricerca del sangue occulto nelle feci, anoscopia, rettoscopia, rettosigmoidoscopia, colonscopia, ecografia addominale, ecografia transrettale (meglio se con sonda rotante a 360°), colonscopia virtuale in corso di esame TC multi-slice, Rx clisma opaco, etc. Il cancro del colon, retto e sigma quasi sempre necessita di terapia chirurgica. La radioterapia e la chemioterapia spesso precedono (in caso di neoplasia rettale) o seguono (a seconda della stadiazione, in caso di neoplasie sia del colon che del retto-sigma) la terapia chirurgica. Quasi il 90% dei pazienti torna ad una vita normale dopo l’intervento, specialmente se la diagnosi è precoce. Invece, le possibilità di guarigione scendono sotto al 50% in caso di diagnosi tardiva, effettuata in stadi della malattia già avanzati. Grazie alla moderna tecnologia, attualmente meno del 5% dei pazienti con cancro del colon, retto e sigma necessita di stomia definitiva. Tale tumore maligno può essere, pertanto, combattuto efficacemente mediante una diagnosi precoce. Ogni risultato positivo od anche dubbio dei tests di screening dovrebbe essere seguito da una colonscopia. Alcuni pazienti preferiscono iniziare il proprio screening proprio mediante colonscopia, che permette uno studio dettagliato del grosso intestino. Esiste una discreta evidenza che la dieta può aiutare a prevenire il cancro colorettale, in particolare aumentando l’apporto di fibra e riducendo l’apporto di carni rosse, colesterolo e di calorie. In ogni caso, qualsiasi alterazione dell’alvo improvvisa e persistente (stipsi o diarrea), deve essere presa in seria considerazione. E’ da chiarire, infine, che non vi è alcuna correlazione tra emorroidi e cancro del retto. Tuttavia, poiché le emorroidi sono spesso accompagnate da rettorragia, vi potrà essere un grave e dannoso ritardo della diagnosi in caso di patologie coesistenti (emorroidi e cancro rettale), venendo spesso i sintomi riferiti per diversi mesi solo alle prime.