Calcolosi della colecisti
Domanda: Gent.mo Prof. Basso,
da quando soffro di calcolosi della colecisti sono a dieta e sono dimagrita di due chili; non vorrei che ne risentisse il mio organismo e per questo vorrei chiederLe se è il caso di assumere integratori per evitare ulteriore dimagrimento e depressione, anche perchè non so se posso aggiungere altri alimenti. Per ora mangio solo thè con una goccia di latte scremato, fette biscottate e miele, pasta al sugo bollito, zucchini, grissini, poco pane, carote, carne bianca, pesce in bianco, il tutto condito con olio extravergine di oliva. Non so se continuando così faccia bene o male. Prima mangiavo di tutto ed integravo con Supradyn.
Posso continuare a prenderlo o contiene troppi sali minerali dannosi alla colecisti?
Grazie per la Sua squisita gentilezza, xxxxx
Risposta: Gent.ma Sig.ra xxxxx,
può provare con il Deursil ma inevitabilmente i calcoli tendono a riformarsi. La dieta serve solo a non farle esacerbare i sintomi.
Le consiglio l’intervento per via laparoscopica.Prof. L. Basso
Domanda: Egregio Prof. Basso,
sono prenotato per un intervento di colecistectomia laparoscopica a Padova. Ho sofferto di alcune coliche durante l’anno passato, e mi è stato spiegato che il suddetto intervento, sebbene indispensabile, comporta la completa asportazione della cistifellea.
La domanda che mi permetto di sottoporLe è la seguente: l’asportazione della cistifellea non comporta in futuro complicazioni all’apparato digerente? Lo si può paragonare all’asportazione dell’intestino ceco in caso di appendicite? Se ho una concentrazione tanto forte della bile da causare la formazione dei calcoli che mi tormentano, il fatto che questa bile entri in futuro direttamente nell’apparato digerente, senza passare per la “anticamera” della cistifellea, non comporta nuovi rischi?
Navigando in rete per farmi spiegare la tecnica della laparoscopia ho trovato il Suo web-site, e la casella e-mail gentilmente messa a disposizione dei Suoi lettori. Se avesse occasione di darmi una sia pure sintetica risposta ai dubbi sopraesposti Le vorrei esprimere sin da ora il mio più vivo ringraziamento.
Cordiali saluti, xxxxx
Risposta: Gent.mo Sig. xxx,
in effetti le Sue preoccupazioni non sono giustificate. La cistifellea rappresenta solo un piccolo serbatoio che -se non malato- aiuta a regolare il flusso di bile. Altrimenti, se malata, la colecisti va asportata. Tutto ciò che si osserva nei mesi successivi è una lieve dilatazione del coledoco che dal diametro di 3 mm circa raggiunge i 7 mm circa (il flusso di bile nella via biliare principale diviene più costante ed intenso).
Cordiali saluti, Prof. L. Basso
Gent.mo Prof. Basso, mille grazie del Suo sollecito ed esauriente responso. Navigando tra le voci laparoscopia in rete, tra le fotografie degli strumenti utilizzati ed addomi ornati da cicatrici varie, mi è venuta una lieve pelle d’oca.
Lei mi ha restituito la necessaria serenità per affrontare l’intervento imminente. Grazie di cuore!
Cordiali saluti xxxxx
Domanda: Egregio professore,
ho visitato il suo sito poichè alla mia mamma (che ha 81 anni) è stato diagnosticata sia una calcolosi alla cistifellea che una voluminosa ernia iatale. Chiaramente la mamma ha passato una visita da un chirurgo fiorentino (noi abitiamo a Firenze) il quale ha suggerito di sottoporla o a tutte e due gli interventi o di fare operare prima i calcoli e successivamente l’ernia.
La mia mamma è stata indecisa per circa due mesi, pensando e ripensando a quale decisione prendere, anche perchè ha tanta paura che l’anestesia la possa rendere “non più quella di prima”, data l’età. Le ripeto che la decisione è stata dura anche perchè la mamma aveva piccoli sintomi e non coliche vere e proprie. Comunque alla fine abbiamo deciso di fare operare, per il momento, soltanto i calcoli alla colecisti.
Io sono gentilmente a chiederle se l’ernia iatale (voluminosa) potrebbe darle in futuro dei disturbi eclatanti, oppure se con dei medicinali si può sopperire a questo? Capisco che l’ernia non andrà mai via, ma data l’età della mamma e la sua non tranquillità per l’anestesia, è possibile andare avanti abbastanza bene stando sempre in cura? Oppure è stato un vero sbaglio decidere di non far operare l’ernia iatale?
In attesa di una gradita risposta, porgo cordiali saluti. xxxxx
Risposta: Gent.ma Sig.ra xxx,
dalla Sua gentile nota presumo che Sua madre non soffra di cuore, diabete, ipertensione etc. In tal caso, attualmente avere 81 anni di per sè non rappresenta un rischio.
Le tecniche anestesiologiche prevedono farmaci come il Diprivan che sono molto sicuri. Inoltre, sia la calcolosi della colecisti che l’ernia iatale possono essere operate mediante tecnica laparoscopica (se non vi sono controindicazioni). Concordo con il collega che trattare la calcolosi è più urgente (sempre che la Signora sia sintomatica).
Per l’ernia iatale potrà usare, su indicazione medica, un inibitore di pompa protonica. I consigli ed i pareri di cui sopra non sostituiscono ovviamente una visita medica ma solo un parere alla luce della più recente letteratura.
Nel caso lo ritenga, visiterò volentieri Sua madre a Roma.
Prof. Basso (Roma)
Egregio professor Basso, la ringrazio tantissimo per la rapida risposta.
Cordialmente. xxxxx
Domanda: Gentile professore,
la scorsa settimana ho avuto una dolenzia alla colecisti (dico dolenzia e non colica, cioè un quasi dolore e comunque un senso di appesantimento alla parte dell’addome corrispondente alla colecisti dove sono presenti calcoli; tra l’altro è il primo espisodio che mi capita da quando (10 anni fa) ho scoperto di avere calcoli alla colecisti) con un leggero stato febbrile che si è manifestato per qualche giorno con temperatura che è arrivata ad un picco di 38°.
Questa dolenzia si è cronicizzata e ho deciso di fare un’ecotomografia del fegato e vie biliari il cui referto è il seguente: “esame difficoltoso a causa di marcato meteorismo intestinale. Si effettuano scansioni a livello intercostale che evidenziano colecisti occupata da cercine iperecogeno di circa 30 mm con cono d’ombra posteriore che impedisce una ulteriore definizione. Anteriormente al cercine iperecogeno si evidenzia una parete ipoecogena ispessita di circa 12 mm”.
Dagli esami del sangue non emergono valori alterati se non per la bilirubina totale di 2,4. Mi è stata somministrata una terapia di iniezioni di Loricin per togliere l’infezione alla colecisti.
Al momento i sintomi stanno scomparendo anche se, per effetto dell’antibiotico, è subentrato uno stato di debolezza. Sto seguendo una dieta in seguito alla quale il peso è diminuito di 2-3 kg in una settimana. Il medico e l’ecografista mi hanno detto che devo togliere la colecisti perché fenomeni di colecistite possono ripresentarsi, magari con complicanze anche importanti.
Le chiedo se è dello stesso parere oppure se, seguendo una alimentazione più controllata, posso evitare l’intervento. Grazie, xxxxx
Risposta: Gent.mo Sig. xxx,
concordo pienamente con i pareri fino ad ora espressi dai colleghi. La colecistite si sta risolvendo e dovrebbe prendere contatto con un chirurgo.
Cordiali saluti. Prof. L. Basso
Domanda: Gentile Prof.,
sono la signora xxxxx, di anni 53 che le scrive dalla provincia di Bergamo. Mi scusi se la disturbo, ma avrei bisogno di un suo consiglio: navigando su Internet, ho trovato il suo sito, che mi ha permesso di scriverle. Allora vorrei chiederle cosa devo fare per dei problemi di salute che m’affliggono. Le spiego meglio.
Ad aprile di quest’anno, in seguito ad un’ecografia fatta all’addome superiore, (per un rialzo di glicemia a 304 a gennaio dello stesso anno) scoprivo per caso di avere un calcolo di circa 1 cm nella cistifellea. Le premetto che non ho mai sofferto di coliche, ma di avere disturbi allo stomaco, visto che soffro di gastrite cronica con duodenite bulbare, scoperte in seguito a gastroscopie. Il curante mi ha prescritto di assumere da marzo di quest’anno il Deursil 450 la sera prima di coricarmi, ma a me sembra ora di avere più problemi di prima, cioè costantemente durante il giorno una bocca asciutta a volte amarognola, stiramenti di stomaco e pesantezza, una leggera nausea (specie al mattino), doloretti sulla parte destra dell’addome, dovuti anche a problemi di colon irritabile, insomma non so più cosa fare!
Tale situazione mi crea un certo grado di ansia ed agitazione. Le chiedo, non potrebbe il Deursil essere responsabile di questi disturbi?
Risposta: Gent.ma Signora,
sono scettico sull’uso del Deursil, che agisce dopo 1 anno e solo su calcoli completamente trasparenti, per poi vederli inevitabilmente tornare. Se è asintomatica può ignorare di avere i calcoli, ma, se ciò la dovesse tranquillizzare maggiormente, contatti un chirurgo della sua zona.
Cordialmente, Prof. L. Basso
Domanda: Salve Professore,
in seguito ad esami di laboratorio fatti dalla mia compagna che avevano evidenziato GPT aumentate, il suo medico curante le ha consigliato di eseguire i markers dell’epatite ed una ecografia al fegato. I primi sono risultati negativi, la seconda ha messo in evidenza un fegato in buone condizioni ma “colecisti ampia, dismorfica, a pareti ispessite, contenenti numerosi calcoli di piccoli dimensioni con bile densa”.
Volevo chiederle se lo stato della colecisti può incidere sul risultato delle GPT. Per quanto concerne altri sintomi, lei spesso avverte senso di gonfiore, pesantezza e cefalea. Anche questi possono essere collegati alla colecisti?
In attesa di una risposta, la saluto ringraziandovi anticipatamente. Xxxxx
Risposta: Gent.mo Sig. xxxxx, è possibile che la dispepsia descritta sia riferibile alla colecisti. Cmq, con tutti quei calcoli una colica è inevitabile.
Le consiglio un intervento.