Varie
Domanda: Buongiorno,
ho 49 anni e da circa dodici soffro di problemi al colon con irregolarità a svuotarmi e con continue scariche di muco, molto liquido, denso e di colore giallastro. Non ho mai sofferto di diarrea, ma di scariche continue di feci solide per più volte al mattino, specie entro la prima ora appena svegliato. Dagli esami eseguiti (ecografia addominale, clisma opaco, rettoscopia, test allergologico e colonscopia con biopsia) non si riscontrano problemi, se non, appunto, presenza di muco, iniziale diverticolosi del sigma, plesso emorroidario non particolarmente congesto. La diagnosi riscontrata è stata: “Lieve flogosi cronica aspecifica della mucosa di ceco, colon discendente e retto”. Biopsia negativa.
Ebbene, nonostante questi esami e con un carattere calmo non riesco a svolgere la mia attività normalmente (agente di commercio). Cura iniziale: Pentasa 500 per un mese, Debridat. Tuttavia non ho risolto il problema.
Unico modo per riuscire a muovermi una compressa ogni due giorni di Imodium o Dissenten, accompagnata da fermenti lattici. Sto molto attento all’alimentazione ed ho eliminato tutti gli alimenti che possano creare gonfiore: legumi, insalate, insaccati, formaggi. Inoltre, non bevo alcoolici e non fumo. Non ho tratto alcun beneficio da cure palliative come carbone vegetale, NovaFibra, Stopper o Streptomagma. Gradirei un suo parere per approfondire la mia situazione.
Ringrazio anticipatamente e porgo distinti saluti. xxxxx
Risposta: Gent.mo Sig. xxxxx,
di quanti anni fa è la colonscopia, ha eseguito un esame delle feci recentemente??? Ovviamente non mi posso esprimere se non dopo averLa visitata.
Distinti saluti. Prof. Basso
Domanda: La ringrazio per la tempestiva risposta, la colonscopia non è recente ma di tre anni fa.
Risposta: Ha mai assunto probiotici ??? Prof. L. Basso
Domanda: Ringrazio per l’interessamento, non ho mai assunto quanto proposto e potrei (se me lo consiglia) iniziare la terapia.
Ancora mille grazie per la Sua gentilezza. xxxxx
Domanda: Gentile prof. Basso,
sono il giornalista del “Corriere della Sera” venuto da Lei per il problema del prurito anale. E’ trascorso un mese e la cura che mi ha prescritto (Anonet plus e lavaggi con Fisian) ha certamente migliorato la situazione, diminuendo irritazione e prurito. Ma non si è risolto il problema.
In un paio di occasioni il bruciore è tornato non avendo avuto la possibilità di lavarmi come da lei indicato o di applicare Anonet plus per molte ore di seguito, in altre giornate il fastidio, seppure molto ridotto, persiste. Nel frattempo ho fatto gli esami prescritti: la coprocultura è risultata negativa.I valori degli esami del sangue sono tutti nella norma tranne la formula leucocitaria nella quale vedo sopra i valori i GR EOSINOFILI (10.7 rispetto a 1-4 indicato dai valori di riferimento) e i BASOFILI (1.4 rispetto a 0-1%). A questo proposito la informo che anche nel 2002 gli Eosinofili erano leggermente sopra (4.5). Non so se tutto ciò può essere legato al mio problema. Devo preoccuparmi? Devo fare altri accertamenti o tornare da lei per una visita?
In attesa di una sua risposta le invio i miei più cordiali saluti.
Risposta: Gent.mo Dr. xxxxx,
gli eosinofili sono piuttosto alti. Ciò potrebbe far pensare ad una diatesi allergica. Pertanto potrebbero essere necessari dei tests allergologici. E’ possibile che tale diatesi possa essere responsabile in tutto od in parte del problema.
Se lo desidera, la potrei rivedere la settimana prossima.
Cordiali saluti. Prof. Basso
Gentile prof. Basso,
grazie per avermi risposto. Prendo un appuntamento per la prossima settimana. A presto.
Cordiali saluti. xxxxx
Caro prof. Basso, la cura che mi ha dato la scorsa settimana (Fenistil e Zirtek) mi sembra molto efficace. Il disturbo sta regredendo vistosamente. Grazie mille! Le invio cordiali saluti. xxxxx
Domanda: Egregio Prof. Basso,
ho trovato il Suo indirizzo digitando in un motore di ricerca la parola “colonproctologia” e ho pensato di scriverLe per chiedere un Suo illustre parere. Quanto Le riporterò di seguito, si riferisce a mio papà, uomo di 53 anni, il quale si è oggi sottoposto a colonscopia, in seguito al rinvenimento di sangue occulto nelle feci.
Le riporto, quindi, l’esito dell’esame svolto. “Si esplora il colon sino al ceco. Calibro, austratura e plasticità conservati. Al ceco neoformazione polipoide sessile rotondeggiante di circa 25 mm, con area centrale piuttosto appiattita e margini plurilobati, superficie adenomatosa senza lesioni, colorito roseo (biopsie). All’ascendente prossimale polipo peduncolato di circa 1 cm con superficie liscia lievemente iperemica. Per il resto la mucosa appare rosea e liscia, con alcuni diverticoli con colletto roseo al sigma ed altri, radi, all’ascendente. In ampolla rettale vasi venosi piuttosto congesti, non lesioni mucose in retroversione ampollare.
Conclusioni: polipo sessile del cieco e peduncolato dell’ascendente. In corso istologia, alla luce della quale si programmerà asportazione.”
Cosa ne può ricavare? Come reputa la situazione? La dottoressa che ha condotto l’esame ha parlato di un polipo dalla natura al 90% benigna (per essere certa ha, però, effettuato più prelievi bioptici) e ha altresì precisato che, se sarà confermata tale natura, sarà Lei stessa a rimuovere il polipo tramite colonscopia, altrimenti si dovrà procedere per via chirurgica, asportando un pezzetto di intestino. Ciò che mi (ci) lascia perplessi è il fatto che la dottoressa abbia precisato di non aver proceduto oggi ad asportazione del polipo stesso, in quanto si trova in una posizione delicata, accanto all’appendice: ciò vuol dire che potrebbe rivelarsi rischioso anche un “semplice” intervento endoscopico?
La ringrazio moltissimo. Distinti Saluti.
Risposta: Mi sembra che la Dr.ssa abbia ragione. Il polipo peduncolato è più facile da asportare endoscopicamente rispetto a quello sessile. Inoltre, prima di procedere alla polipectomia è opportuno avere a disposizione un esame ECG recente, ed i tests della coagulazione più importanti (INR, TP, PTT).
Cordiali saluti. Prof. L. Basso (Roma)
Domanda: Gentile Prof.,
sottopongo alla sua cortese attenzione un problema che mi sta tormentando da un pò di tempo. Premetto che dal dicembre scorso ho iniziato ad avere fastidi/dolore ai testicoli ed al perineo, che mi hanno portato ad effettuare diverse cure (prescritte da Urologi diversi), anche antibiotiche per sospetta prostatite (smentita dall’ultimo specialista presso il quale sono tuttora in cura), senza però arrivare ad una risoluzione totale dei miei problemi.
Vorrei rimanere comunque all’oggetto della mia richiesta per la quale trovo importante sottolineare che, a fronte di questi problemi, si è sviluppata, circa a gennaio, un nodulo emorroidario che un Proctologo della mia zona ha definito di secondo grado (dalla visita non è emerso sangue, muco e quant’altro). Da gennaio ho effettuato diverse visite urologiche, ecografie (anche scrotale), RX addome, esami urine, etc. dalle quali non è mai emerso nulla di rilevante. Il mio urologo di fiducia (l’ultimo) mi ha diagnosticato (2 mesi fa) uno stato di contrazione dell’intero pavimento pelvico prescrivendomi amitriptilina per 2/3 mesi al fine di rilassare il pavimento pelvico stesso. Devo dire che le cose hanno iniziato ad andare per il verso giusto. A metà maggio ho avuto una seconda colica renale (la prima l’avevo avuta l’estate scorsa) con successiva espulsione di un grande calcolo (più di mezzo centimetro di lunghezza). Nei giorni pre-espulsione avvertivo pulsazioni e forti dolori a tutto il perineo, ano e pene compresi. Dopo l’espulsione, tali dolori sono scomparsi. Rimane tensione perineale, anale e scrotale.
Inoltre toccando l’ano (zona anteriore – inizio perineo) avverto come una pallina dura, un pò dolente al tatto, che non ha niente (o forse sì) a che vedere con la piccola emorroide esterna. L’urologo nell’ultima visita (lunedì scorso) mi trova migliorato ma mi consiglia di effettuare un’ulteriore visita proctologica (già programmata per martedì prossimo) per appurare l’entità di tale “pallina” (a suo dire, forse, un’emorroide trombizzata). In attesa della visita proctologica vi chiedo un gentile parere per aiutarmi a fugare i dubbi che mi tormentano da ormai troppo tempo: è possibile che il quadro di infiammazione-contrazione sia stato causato dal calcolo ? E’ possibile che quanto avverto a livello anale sia stato causato dal persistere del quadro infiammatorio? Quale è, secondo voi, il motivo per il quale in prossimità di una defecazione (soprattutto la mattina dopo colazione) il mio scroto si contrae e la cute che lo compone diventa dura e gommosa?
Vi ringrazio sia per la cortese attenzione che mi vorrete accordare, sia, e soprattutto, per la divulgazione del tutto disinteressata del vostro “scibile scientifico”.
Risposta: Gent.mo Signore,
1) in effetti è possibile che il quadro di “infiammazione-contrazione” sia stato causato dal calcolo ureterale, ma sarebbe utile eseguire od una defecografia tradizionale od in corso di RMN;
2) quanto avverte a livello anale sembrerebbe da riferirsi ad esiti di trombosi emorroidaria esterna;
3) per valutare l’innervazione della regione anoperineale potrebbe essere utile eseguire una Elettromiografia con lo studio dei tempi di latenza del nervo pudendo,(onde valutare il motivo per il quale in prossimità di una defecazione il suo scroto si contrae e la cute che lo compone diventa dura e gommosa). Potrebbe essere anche utile una ecografia anorettale mediante sonda rotante a 360°.Cordiali saluti. Prof. L. Basso
Domanda: Gent.mo Prof.,
è da diversi mesi che ho problemi al basso ventre, precisamente la zona che va dall’ombelico alla zona pubica. Avverto gonfiore e dolore al tatto durante tutta la giornata e faccio molte arie.
Il mio medico di base mi ha fatto prendere 3 compresse prima dei pasti per 10 giorni senza nessun effetto benefico. Chiedo a voi un parere.
Nell’attesa di una risposta porgo Cordiali Saluti.
Risposta: Gent.mo Sig. xxxxx, quanto da lei riferito potrebbe essere dovuto ad una IBS (Irritable Bowel Syndrome) o “colon irritabile”, ma non si possono per ora escludere altre cause. Potrebbe essere necessario eseguire anche dei tests di intolleranza alimentare.
Quali compresse le ha consigliato il suo medico? Ha eseguito una ecografia? Ha notato rapporti con il ciclo?
Cordialmente. Prof. L. Basso
Domanda: Buongiorno,
sono una ragazza di 25 anni, e, da 1 mese circa, soffro di dolori addominali e soprattutto prima dell’evacuazione. Questa risulta essere però regolare, nel senso che inizialmente, quando la fase era più acuta, mi scaricavo comunque al massimo 2 volte al giorno, altrimenti mi scarico regolarmente 1 volta al giorno, l’unico problema è che sono feci molto molli e con presenza di muco e, soprattutto, mi sento molto spossata.
Tengo a precisare che tre mesi fa avevo cominciato una dieta ferrea con molta verdura sia a pranzo che a cena, una dieta ipocalorica con lo scopo di perdere peso, obiettivo che ho raggiunto. Poi però hanno cominciato a presentarsi questi problemi, quindi mi sono presentata dal mio medico di base che mi ha visitato e mi ha detto che la causa è il cambio di alimentazione, e soprattutto la troppa verdura specialmente cruda che fermenta nell’intestino, quindi mi ha consigliato una dieta in bianco e fermenti lattici (YOVIS 1g). Con l’assunzione dei fermenti le feci hanno una consistenza quasi normale, ma è sempre presente, comunque, del muco.
I dolori addominali sono quasi spariti nel senso che li ho avuto circa una settimana fa prima di un’evacuazione e stamattina per lo stesso motivo; anche i gorgoglii addominali sono di molto diminuiti, ma non del tutto passati. Volevo sapere da voi se la cura è adatta e se continuare con un altro ciclo di fermenti: il mio medico mi ha detto di continuare pure, ma io comincio a preoccuparmi. E’ normale che ci voglia così tanto tempo per ristabilirsi, e cos’altro posso fare?
Resto in attesa di una vostra risposta in merito e ringrazio anticipatamente.
Risposta: Gent.ma Signora,
mi sembrano sia indicata una visita e, probabilmente, i seguenti esami: sangue con emocromo, e VES, esame chimico-fisico delle feci, colonscopia.
Cordialmente, Prof. Luigi Basso